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Covid, Fausto Gresini “morto a 60 anni”. Fuga di notizie e smentita, motomondialemuore in ansia dopo due mesi di calvario – Libero Quotidiano



Non è morto, Fausto Gresini, ma è ancora in gravissime condizioni. Nella tarda serata di lunedì si sparge voce che il 60enne ex campione in classe 125 e poi stimatissimo manager del circus, ricoverato da dicembre presso il reparto di terapia intensiva dell’ospedale Maggiore Carlo Alberto Pizzardi di Bologna, non ce l’abbia fatta. Notizia poi smentita dai familiari. Resta la preoccupazione di tutto il motomondiale per le condizioni dell’emiliano romagnolo, in lotta da due mesi contro il coronavirus, tra continui e drammatici alti e bassi. 

Nato a Imola, in carriera ha vinto il titolo mondiale nella 125 nel 1985 e nel 1987. Il suo esordio nel motomondiale arriva nel GP delle Nazioni del 1982, che non conclude a causa di un ritiro. Nel 1983 corre l’intero campionato con la MBA nella classe 125, ma a fine stagione la scuderia decide di cederlo alla Garelli, con quale Gresini vince il suo primo Gran Premio, in Svezia, giungendo terzo nella classifica generale. Nella sua carriera ha sempre corso nella 125 e si è aggiudicato il suo primo titolo mondiale nel 1985: tre vittorie (in Austria, Belgio e San Marino), cinque pole position e 109 punti conquistati. Due anni dopo si ripete, questa volta vincendo 10 delle 11 gare in calendario (tutte tranne quella in Portogallo, in cui viene fermato da una foratura mentre è largamente in testa). Nel 1988 la separazione con Garelli e nel 1989 sale in sella sulla Aprilia ma non brilla. Quindi il passaggio alla Honda per poi ritirarsi nel 1995.

Da lì l’idea di formare, nel 1997, un proprio team, il Gresini Racing che è tuttora impegnato nel motomondiale e con il quale ha vinto tre titoli iridati nelle categorie minori. Da manager, ha dovuto affrontare i drammi di due suoi piloti morti in pista, il giapponese Daijiro Kato e il romagnolo Marco SImoncelli. Il 27 dicembre 2020, però, inizia la sua lotta al Covid. Le sue condizioni viaggiano per diversi giorni tra alti e bassi, con una polmonite interstiziale dovuta all’infezione difficile da curare. Venerdì e sabato scorso, dopo un miglioramento che lasciava sembra poter presagire una sua ripresa, le condizioni sono improvvisamente peggiorate,