TECNOLOGIA

Leonardo, più sicuri in Rete dopo l’emergenza.



CREATO PER LEONARDO

Soluzioni digitali per difendersi dal boom di malware e phishing, facilitato dalla pandemia.Il tema dell’evoluzione del rischio cyber approfondito in un evento digitale promosso da Leonardo

Soluzioni digitali per difendersi dal boom di malware e phishing, facilitato dalla pandemia.Il tema dell’evoluzione del rischio cyber approfondito in un evento digitale promosso da Leonardo

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Il ricorso massiccio e improvviso all’uso della Rete per il telelavoro, la didattica a distanza e altre attività online, dovuti al confinamento per la pandemia da Covid 19, rappresentano una grande occasione per lo sviluppo ulteriore delle tecnologie digitali anche in Italia, ma al tempo stesso ci espongono molto più di prima ai rischi del cybercrime.Dopo anni in cui in Italia lo smart working era scarsamente adottato, con una media, nel 2018, del 2% tra settore pubblico e privato rispetto all’11,6% della UE – il dato è di Eurostat – in poche settimane, tra marzo e aprile di quest’anno, la percentuale è salita ad almeno l’8,8%, dice l’Istat. Il 90% delle grandi imprese, quelle con 250 addetti e oltre, e il 73,1% delle realtà di dimensione media (50-249 addetti) hanno introdotto o esteso durante l’emergenza il ricorso a questo strumento. La percentuale scende al 37,2% nelle piccole imprese e al 18,3% in quelle micro, ma resta comunque significativa.

Ma durante il confinamento, anche i cybercriminali non sono stati con le mani in mano. Approfittando sia della quantità di persone connesse, sia dello stato di ansia e incertezza generato dal coronavirus, hanno moltiplicato gli attacchi: in particolare con il phishing, un mezzo fraudolento di ottenere informazioni personali sensibili – come password ed estremi di carte di credito – creando falsi siti web per ingannare gli utenti. I dati raccolti da Google e analizzati dal service provider Atlas VPN indicano che se a gennaio di quest’anno c’erano 149.000 siti attivi di phishing, a febbraio erano 293.000 e a marzo 522.000, con un aumento in due mesi del 350%.Anche in Italia, proprio il Covid è stato motivo di truffe in Rete, con la vendita di farmaci o dispositivi medici inadatti o contraffatti, ma anche con finte raccolte di donazioni per gli ospedali.

Gli analisti di Leonardo, azienda globale ad alta tecnologia e campione nazionale nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, hanno contato nel mondo tra il 25 gennaio e il 25 marzo circa 230.000 campagne di malware. E la registrazione di domini Internet che contengono la parola “coronavirus”, e che potrebbero essere utilizzati per frodi, è passata dai 250 al giorno di febbraio ai 7.000 del solo 26 marzo.

Leonardo, più sicuri in Rete dopo l’emergenza

A partire da aprile Leonardo ha offerto, alle prime 100 aziende che lo hanno richiesto, un servizio gratuito di “Threat Intelligence” per migliorare difesa informatica e consapevolezza della minaccia. Ma anche la formazione in ambito cyber assume un ruolo decisivo. L’emergenza coronavirus “ha cambiato le carte in tavola per le strategie di sviluppo del Paese” e ci ha messo di fronte “alla possibilità di ridisegnare la politica industriale del Paese, all’insegna di un nuovo rapporto tra pubblico e privato capace di orientare gli investimenti strategici sui settori chiave dell’economia del futuro”, ha recentemente osservato l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo.

“In questo processo, le grandi aziende giocheranno un ruolo fondamentale, prima tra tutte Leonardo”, con le sue competenze “al servizio dello sviluppo dell’innovazione e della sicurezza digitale”, ha poi spiegato l’AD, “e ora più che mai con l’obiettivo di garantire la sicurezza cibernetica e l’indipendenza digitale del Paese”.

L’evoluzione del rischio cyber è stata al centro del primo evento interamente digitale promosso da Leonardo il 23 giugno scorso, dedicato alla cultura e alla formazione in materia di cybersicurezza e all’urgenza di una trasformazione digitale sicura. Ma si è discusso anche di Crisis Management, della capacità di un’azienda di rispondere tempestivamente e in modo efficiente per preservare l’intera catena del valore, grazie alla pianificazione, a una preparazione costante e al monitoraggio delle minacce cibernetiche.“Riteniamo sia fondamentale guardare alla cybersicurezza come un fattore in grado di potenziare la resilienza dell’attività aziendale, e che serva un cambiamento di approccio di natura culturale: pensare oggi in modo sistemico e strutturale alla sicurezza ci consentirà un domani di essere pronti ad affrontare le sfide dei nuovi scenari”, ha commentato Barbara Poggiali, Managing Director della Divisione Cyber Security di Leonardo.I partecipanti al convegno hanno potuto anche partecipare a una visita virtuale guidata al “Next Generation Security Operation Centre” di Chieti, la principale infrastruttura attraverso la quale Leonardo monitora la minaccia cyber e gestisce gli attacchi informatici 24 ore su 24.

Proprio per rispondere con strumenti strutturati ad hoc alle nuove esigenze dettate dall’emergenza, Leonardo ha sviluppato una soluzione, Remote SmartOffice, per offrire ai clienti un accesso semplice e veloce, ma insieme protetto e controllato, alle proprie risorse aziendali. I dipendenti lavorano in modo rapido e sicuro aprendo una sessione remota sui propri desktop aziendali, dove interagiscono con l’abituale ambiente dell’ufficio. Remote Smart Office utilizza tecnologie di punta e conta sull’esperienza del Gruppo in fatto di progettazione, implementazione e gestione di architetture IT; sui servizi di cyber sicurezza e sullo sviluppo di soluzioni Secure-by-design che consentono la valutazione dell’esposizione alle vulnerabilità delle applicazioni e delle infrastrutture.

Leonardo ha inoltre sviluppato anche una piattaforma digitale, Safe@Work, per fornire alle aziende strumenti per gestire in modo efficace la pianificazione delle presenze, il controllo degli ingressi e il monitoraggio delle aree nel rispetto delle normative sanitarie vigenti e in modo da salvaguardare l’operatività delle proprie sedi sia in situazioni emergenziali, come quella causata dalla pandemia, sia nelle normali condizioni lavorative.